giovedì 12 marzo 2009

.Da grande voglio fare la contadina...


A 18 anni sognavo di diventare regista teatrale tale era il fascino che il teatro e la letteratura teatrale suscitava su di me. A 25 anni sognavo di fare il fotografo nelle zone disastrate della terra, di diventare una specie di portavoce per chi la voce non ce l’ha. A 30 anni, con due figli piccoli, sognavo semplicemente una notte tranquilla e due borse sotto gli occhi un pelo più discrete. A 33 anni, dopo aver speso circa 25 anni sui libri, ho capito la ragione della mia vita: volevo semplicemente coltivare un piccolo orto, realizzare marmellate con frutta appena colta e allevare delle galline e dei figli sereni e in salute. Volevo una vita più naturale, più sobria, più verde, più pulita per me e per la mia famiglia. Non si può certo dire che io sia un’arrampicatrice sociale.

La strada che conduce verso quell’idillio agreste è lunga e tutta in salita ma i primi passi li abbiamo fatti e continueremo imperterriti perché è quello che vogliamo. Abbiamo anche fatto delle considerazioni sull’effetto che queste scelte avranno sui nostri figli perché la loro educazione ci sta a cuore e perché il sottofondo culturale che condiziona la nostra visione del mondo viene assorbito soprattutto nei primi anni di vita, nell’infanzia. Gli archetipi che vengono trasmessi a livelli consci e inconsci sono di stampo materialista. Un materialismo senza criteri e senza etica che si nutre di consumismo e auspica la corsa verso l’aumento infinito della produzione industriale e dell’aumento di capitale e del PIL. Fanno parte di questo retaggio l’idea che la competizione sia una specie di “molla del progresso” e che la nostra specie è l’unica ad aver diritto di sacrificare altre specie sull’altare del progresso scientifico ed economico. Che fa se muoiono centinaia, migliaia di animali nei laboratori in condizioni disumane e tra dolori atroci se poi riusciamo produrre una crema che ci dona una pelle setosa e due rughe in meno?


Credo che sia abbastanza chiaro che tipo di corrente di pensiero tira da queste parti. Ecco, proprio questo tipo di trasmissione culturale che vorrei interrompere nello sviluppo intellettivo e sentimentale dei miei figli. Non pretendo di trovare la strada da sola, allora leggo molto, m’informo, cerco idee da condividere, da applicare. Ho trovato molta ispirazione e rassicurazione nella pedagogia steineriana. Curiosando altrove ho trovato un libricino: Fritjof Capra – Ecoalfabeto. L’orto dei bambini (che in realtà è il testo della conferenza “Un orto in ogni scuola: coltivare un senso della stagione e del luogo” a Liverpool nel lonatno 1999). Alla domanda come fare ad insegnare ai bambini i fondamenti dell’ecologia profonda fin dai primi anni di vita, quell’ecologia che rispetta la vita in tutte le sue forme e che contiene un’etica saggia e giusta, la risposta di Capra è molto semplice ed efficace: impiantare un orto. La coltivazione di un orto sviluppa la consapevolezza delle connessioni, dei principi di base dell’ecologia profonda e del pensiero sistemico. È il luogo ideale per riportare “i massimi sistemi qui sulla Terra”: in un orto, coltivando la terra, cercando di ottenere da essa il nutrimento, siamo posti di fronte alla nostra realtà più profonda di esseri che dipendono completamente dall’ecosistema di cui fanno parte.




Coltivando la terra si inizia a intuire un po’ quella saggezza antica che ne è alla base. Attraverso la coltivazione dell’orto i bambini arrivano a comprendere, ma soprattutto a vivere, i fenomeni legati alla rete della vita, al flusso dell’energia e ai cicli della natura. Questa comprensione, oggi più che mai, è indispensabile perché la ciclicità della natura è in netta opposizione con la linearità dei sistemi industriali e commerciali. E mentre un sistema lineare genera l’ossessione per una crescita economica illimitata al di là del buon senso, in un sistema ciclico è un fatto naturale che ogni cosa abbia la sua stagione, che mentre alcune cose crescono, altre devono di necessità decrescere: il pianeta è limitato, non tutto può crescere simultaneamente. Un sistema lineare, come quello industriale, genera rifiuti, un sistema ciclico reintegra ogni cosa all’interno del flusso energetico, senza mai lasciarsi dietro rifiuti inquinanti.

Ecco cosa può insegnare ai bambini un orto. Col tempo capiranno che è un fatto naturale e logico riutilizzare ogni cosa, che le foglie cadute, gli scarti alimentari servono per preparare un terreno vitale e che in natura non esistono nemmeno i rifiuti in quanto tali, perché gli scarti di una specie sono l’alimento di un’altra. Coltivare i frutti della terra riporta i bambini non solo alle fonti del cibo, ma alle basi stesse della vita. Si semina, si coltiva l'orto, si raccoglie e poi si pianta ancora. Si svolgono nella pratica i cicli alimentari e si impara il ruolo delle piante verdi nel flusso di energia di sistemi più grandi. Il ciclo dell’acqua, il ciclo delle stagioni e gli altri cicli sono tutti collegati alla rete planetaria della vita. Si diventa consapevoli che noi stessi facciamo completamente parte della rete della vita.

I bambini imparano a dare il tempo alle cose, si impara ad aspettare a rispettare i tempi della natura. Imparano i cicli vitali di un organismo vivente (nascita – crescita – maturazione – declino – morte – il cambio generazionale ) e trarre le giuste conseguenze con naturalezza e senza traumi. Io credo che il bambino piccolo (età prescolare o nelle prime classi elementari) non avrà mai una conoscenza profonda della natura attraverso dei concetti astratti, nemmeno con tutti quei bellissimi libri ed enciclopedie illustrati ma dategli una zappa in mano e svilupperà un rapporto autentico ed emotivo con la natura e un senso di responsabilità verso la terra.




24 commenti:

La casa nella prateria ha detto...

Questo post è bellissimo. Mi riconosco al 100% (a parte qualche variazione nei mestieri) in quello che dici all'inizio. E concordo assolutamente con le considerazioni sull'orto. Noi stiamo preparando il nostro ed è un sogno che si realizza.

Stiamo imparando tutto insieme ed è una vera gioia.

Perline e bottoni ha detto...

Io ho un mega giardino, ma è piuttosto incolto e abbandonato. Vorrei curarlo, ma ho 1000 altre cose da fare. Ma quando falcio l'erba o poto le siepi anche se sporca, con i fili d'erba finiti anche nei posti più impensabili, mi sento spossata ma stanca in un modo piacevole, quasi appagata. E il profumo dell'erba appena tagliata, gli insettini più strani che vedi all'improvviso: è una meraviglia unica

enikő ha detto...

Claudia, lo so, ho letto il tuo post in cui racconti la vostra fuga dalla città. Anche noi siamo dei cittadini pentiti, abbiamo scelto la campagna con consapevolezza e stiamo imparando insieme ai nostri figli. E' un'esperienza faticosa ma piena di gioia - come dici tu.
A presto. :)

Cara Perlina (non posso chiamarti per nome perchè non lo so), sono d'accordo con te. Anche a me capita di entrare in casa con la schiena dolorante e infangata dalla testa ai piedi ma rientro soddisfatta e felice.
Buona giornata di sole a te (anche a Pescara starà splendendo). :)

Danda ha detto...

Hai scritto delle parole meravigliose e stai facendo un ottimo lavoro per i tuoi bambini! Quello che dici è incredibilmente vero. Solo un contatto diretto con la natura può farti capire che siamo totalmente dipendenti da essa.

Quand'ero piccola andavo spesso in campagna con mia nonna, ma avevamo solo ulivi e non potevo partecipare alla loro crescita. Solo quando ho cominciato a frequentare gli scout e a vivere più a contatto con la natura ho come aperto gli occhi. Da allora la mia sensibilità è sempre più cresciuta.

Spero profondamente che questo momento ci aiuti a capire dove ci stanno portando le teorie economiche completamente avulse dalla realtà. Sperando di ritrovare una strada giusta per rimetterci al passo con la nostra Terra.

enikő ha detto...

Danda, la tua è un'utopia ma va fatto lo stesso quel che ci è possibile fare. E vedo con piacere che c'è un numero sempre crescente di persone coscienti, volenterose e positive - come te.

Grazie d'esser passata e buona giornata anche a te. :)

cassandrina ha detto...

Da contadina a contadina, l'orto insegna molte cose e può essere un validissimo strumento di crescita e comprensione, a me personalmente ha insegnato il rispetto, la cura.
Dalla fatica e dalla pazienza dei gesti quotidiani nasce il frutto, ma dalla stessa terra persone diverse possono ottenere risultati molto diversi.
Anche in questo caso l'impegno, la passione, la dedizione fanno la differenza come in qualsiasi altro ambito.
Pensa che quando andavo alle scuole medie, ben 30 anni fa, nel mio istituto ( statale) c'era un discreto giardino adibito in parte ad orto dove una docente del locale istituto agrario( ma era soprattutto un'amante della terra)insegnava a noi ragazzi le cose più belle ed elementari, come si pianta un seme,cos'è la germinazione, cos'è una radice, ma soprattutto mi ha insegnato la cosa più importante.....saper vedere.

Un caro saluto

Fabiana

enikő ha detto...

Fabiana, mi fa sempre piacere fare due chiacchiere tra contadine. :)
Mi piace pensare che il sig. Capra non è l'unico a pensare che coltivare l'orto è un valido strumento educativo e che ce ne sono altri insegnanti saggi in giro per il mondo.
Mi ha fatto piacere sentire la tua testimonianza a riguardo, questo mi fa sperare.
Un abbraccio. :)

Rossana ha detto...

Condivido tutto e mi sembra quasi un sogno potere leggere tante cose (tutte giuste) in un solo post.
È bello vedere che non c'è solo gente che parla, ma c'è anche gente che FA (bene).

Ti guardo crescere come un germoglio ed è bellissimo ogni volta.

mammafelice ha detto...

Mi unisco al coro di complimenti! Ho scoperto ora il tuo blog e questo post, che ho letto tutto d'un fiato, ripsecchiandomi in alcune tue parole come fossero specchi d'acqua limpida, mi sembra quasi un manifesto!
Forse siamo sempre di più a condividere alcune idee, forse un po' di speranza c'è!
Ciao :)

Rosi Jò ha detto...

Cara Enikò,
ho appena pubblicato una poesia. Io mi ci rispecchio tanto e immaginando i tuoi rospetti che corrono all'aria aperta felici, sono sicura che piacerà anche a te.
Un grande abbraccio Rosi

abete ha detto...

Complimenti per il tuo blog. Questo post mi ha molto colpito già dall'inizio: la descrizione del tuo percorso di vita, seppur con qualche differenza, è estremamente simile al mio. E naturalmente mi ritrovo molto anche in quello che dici dopo...
Tra i commenti ho notato con piacere "La casa nella prateria" e "Mammafelice"... il mondo virtuale è ancora più piccolo di quello reale!
Ciao ;-)

Lo ha detto...

io volevo fare l'educatore e l'ho fatto poi ho voluto fare la casalinga e l'ho fatto, volevo stare a casa ed essere attiva nella vita non lasciarmi vivere, volevo essere consapevole e insegnare alcuni segreti alla gnoma, tutte le cose meravigliose che hai detto sull'orto io le ho vissute quando con un gruppo di ragazzi disabili abbiamo creato un orto grandioso....fremendo con i ritmi della natura...la cosa assurda è che quando per motivi organizzativi ho passato l'attività a dei colleghi...nessuno è stato in grado di coltivare...tutti a mettere in ordine....tutti a non sentire il messaggio dell'orto...
grazie per questo post un bacione

estrellazul ha detto...

ciao, ho ritrovato qui la mia idea di qualche mese fa, di creare un orto nel mio terrazzo, grande e da sfruttare; avevo lasciato perdere presa da altre idee, ma ora grazie a te mi ci metteró d'impegno. un bacione

SABINA ha detto...

sai, da poco tempo, diciamo da quando sono tornata a lavorare dopo la maternità sono arrivata alla consapevolezza che non voglio vivere con questi ritmi, abito a milano, bimbo al nido, di corsa tutti i giorni. ma per ora è molto difficile avere la possibilità di uscire da questo sistema...
siete molto fortunati,davvero. e spero di riuscire a costruirmi anche io un futuro così...

enikő ha detto...

Rossana, sei gentilissima. Diciamo che faccio del mio meglio. :)

Mammafelice, benvenuta. Si, io sotto-sotto sono ottimista. Finchè c'è un pò di buon senso e buona volontà le cose possono cambiare in meglio. E siamo sempre di più, ne sono convinta. :)

Rosy Jo, andrò a leggerla. :)

Abete, grazie per i complimenti e benvenuta. E' vero, giro rigiro e spesso trovo le stesse persone. Sarà che abbiamo tante cose in comune? :)

Lo, me la sentivo dall'inizio. Sei una specie di anima gemella. :)

Estrellazul, forza, facci vedere i tuoi pollici verdi! Io per esempio non ce l'ho, ma ce la metto tutta. Un abbraccio. :)

Sabina, ti capisco. Noi siamo scappati dal centro di Firenze con due bambini piccoli. E, come dicevo sopra, la strada è tutta in salita. Non siamo ancora lontanamente sistemati, anzì, ma nonostante tutto sono convinta di aver fatto la scelta giusta. Almeno abbiamo imboccato la strada che fa per noi poi piano piano ci arriveremo. Ti auguro che anche tu possa avviarti prima o poi nella direzione giusta per te, per voi. :)

Zsu ha detto...

Quante cose in comune,(ma per me l'amore per il teatro non passa mai,e qui mi manca da impazzire).....e sì,la fotografia....ora mi limito a fotografare mia figlia e uso la digitale,quella manuale sta riposando da qualche patre.L'orto è quello del vicino,sotto il nostro balcone......invece da bambina avevo un pezzo da curare e coltivare solo per me,sul nostro terreno.Ora per mia figlia ci sono le erbe aromatiche sul balcone,perchè l'orto del vicino è solo da guardare.

enikő ha detto...

Zsu, anche le erbe aromatiche e le piante in vaso sono da curare, si devono rispettari i tempi della natura, avvengono in piccolo gli stessi cicli naturali che in un'orto, perciò è un ottimo terreno educativo per tua figlia. Falla pasticcire, scavare, rinvasare, raccogliere, si divertità un mondo.
No, il teatro è un amore eterno, non credo che passerà mai, ma non ho più la possibilità di andarci spesso. Anche a me manca da morire.

i roberti ha detto...

..che bel progetto di vita e la tua filosofia mi appartiene moltissimo. per ora il mio orto è il terrazzo, le piante di pomodori prima delle bouganville, un futuro anche per noi che vedo con un bell'orto da sempre...sono certa che i tuoi figli godranno in pieno di questa scelta e cresceranno conoscendo la vita e la libertà...come si dice ad ascoli cresceranno sani e liberi. (è il primo augurio che si fa ad un bambino appena nato...!)
un grande abbraccio, le tue parole, i tuoi post sono sempre così affascinanti e intelligenti..questo mio commento è cumulativo..li ho letti tutti..bellissimi
roberta

enikő ha detto...

Roberta, ti ringrazio di cuore. Un abbraccio. :)

esterdaphne ha detto...

sono arrivata qui per caso e mi piace leggere le tue parole, mi dai una spinta positiva, mi fai pensare e riflettere e dici cose così semplici e vere, leggerò altre pagine el tuo blog... un abbraccio

enikő ha detto...

Ester, ti ringrazio e mi fa piacere. :)

Movimento per un comune virtuoso ha detto...

Riflessioni interessantissime. Tanto che vorrei pubblicarle sul mio sito (www.uomoplanetario.org) Puoi mandarmi una mail a questo indirizzo?
sarvodaya@libero.it
Grazie! A presto!

Movimento per un comune virtuoso ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alchemilla ha detto...

Che bello questo post!Ciao. In bocca al lupo per la tua casa, spero che il prossimo 6 aprile, potrai raccontare di grandi progetti e immensi risultati!

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