martedì 2 giugno 2015

Di ricami e motivi ungheresi

Durante l'ultimo viaggio in Ungheria ho trovato un vecchio libro del 1974 pieno di motivi ungheresi di tipo 'Kalocsai'. Non so se li conoscete, si tratta di motivi facilmente riconoscibili e sono alquanto popolari all'estero. Molto colorati, molto kitsch ma piacciono parecchio. 

In realtà si tratta di disegni e metodi inventati a Kalocsa, nell'Ungheria meridionale, nella metà del 19 secolo e inizialmente si trattava di ricami con filo bianco. Si trattava di motivi ispirati dalla natura: lillà, gigli, rose, nontiscordardimé, violette, spighe di grano, ecc. 
Le ragazze imparavano l'arte del ricamo dalle anziane della comunità e, seguendo la loro immaginazione e il loro senso creativo, non facevano che arricchire la collezione di motivi e di innovare la tecnica del ricamo. Al tradizionale ricamo bianco seguì il ricamo coi fili neri, poi fili blu e infine con quelli rossi. All'inizio del 20. secolo si sono aggiunti i colori verde, rosa e giallo ma furono usati con molta moderazione in quanto ancora non esistevano dei filati che riuscissero a mantenere l'intensità del colore nel tempo e che non stingessero. Solo dopo 1912, con l'apertura di una fabbrica di filati che era in grado di produrre dei fili da ricamo che non stingessero, questo tipo di ricamo è esploso in uno stile coloratissimo, sgargiante e allegro. Ricamatrici e artigiane usavano questi motivi per abbellire vestiti, tovaglie, asciugamani, lenzuoli, fazzoletti, camicette, ecc.


I colori usati nei ricami variavano in base all'età delle donne che li portavano. Quelli più colorati e dai colori vivaci li portavano le spose. Le donne più anziane utilizzavano dei colori dai toni più cupi e freddi (blu, viola, verde). 
Ho scanerizzato dei motivi di questo libro per condividerli con chi ama ricamare e ama sperimentare dei motivi nuovi, diversi. Buon divertimento, ragazze!
















Qualche esempio:




4 commenti:

Fabiana Del Nero ha detto...

Mia sorella ed io avevamo da bimbe due "sorprendenti" completini da danzatrici ungheresi, tutti ricamati proprio con motivi identici a quelli che ci hai mostrato tu. Regalo del papà reduce da un lavoro in Ungheria.
Le nostre bimbe hanno proseguito la tradizione, ma ora sono quasi trentenni ed adesso quei minuscoli indumenti sono indossati da bambole......che non smettono comunque di farci sognare:)))

vero vero VeramenteVeronica.blogspot.it ha detto...

ben tornata ,......

ricami fantastici che fanno sognare .....

polepole ha detto...

Sai che sono davvero belli? Magari possiamo usarli anche come base per imparare insieme alla Piccola Meraviglia a disegnare fiori diversi dai soliti che fa! :)

enikő ha detto...

Fabiana, ci sono passata anch'io per la fase 'vestitini tradizionali' e ho nostalgia di loro. Allora li trovavo un po' ridicoli ma ora mi mancano. Fanno parte delle mia radici quindi hanno tutt'un altro valore.
Grazie della visita. :)

Veronica, belli vero? Mi viene voglia di rimettermi a ricamare anche se non ricordo più come si fa.

Polepole, ottima idea quella di disegnarli, è un buon esercizio tecnico ed estetico. Un abbraccio :)

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