lunedì 6 maggio 2013

Rossini e un piccolo pezzo d'Abruzzo

Ieri sera sono andata a sentire un concerto e giá che c'ero, ho scattato qualche foto all'abbazia di San Clemente al Vomano a Guardia Vomano, in provincia di Teramo, uno dei monumenti più significativi del romanico benedettino in terra d'Abruzzo. Condividerò con voi questa esperienza che a me ha procurato molta gioia. E' incredibile quanto mi  entusiasmino l'arte e la musica sacra pur non essendo io religiosa.


L'abbazia è una chiesa bellissima - l'intera estetica architettonica risale all'anno 1108. 

(la facciata in stile romanico è semplice ed austera)
L'interno della chiesa è costituito da un unico ambiente a pianta basilicale scandito da tre navate con la navata centrale di dimensioni visibilmente maggiori rispetto a quelle laterali. La parte del pavimento più vicina all'ingresso è stata recentemente rimossa e ripristinata mediante un piano trasparente per rendere visibili gli ambienti sottostanti. Si tratta di una serie di piccole camere utilizzate come sepolture riportate alla luce (per lungo tempo la chiesa è stata utilizzata anche come cimitero).

(il ciborio sopra l'altare maggiore, sopraelevato nella navata centrale, è stato definito da Giovanni Travagli: «gioiello d'arte medioevale… rimasto quasi intatto, attraverso i secoli, quasi avesse, per intima natura della sua arte, trionfato del tempo e degli uomini!”».)

 
(eccovi qualche dettaglio del baldacchino: lo stile delle decorazioni ha forti influenze islamiche e bizantine; a me, in verità, queste figure ricordano anche i demoni dei thangka buddisti come se l'intera razza umana, in fondo, avesse lo stesso immaginario collettivo)
(la statua lignea, che ritrae san Clemente, è degli inizi del Trecento ed è intagliata e dipinta in stile tardogotico)

(gli affreschi che ancora si conservano all'interno della chiesa rappresentano solo una piccola parte degli originali andati perduti col trascorrere del tempo)

 Questa era l'ambientazione - magnifica! Poi il concerto - bellissimo.

Era la Petite Messe Solennelle, composta nel 1863 da Rossini cinque anni prima della sua morte. Un capolavoro innovativo per quegli anni che anticipava un'estetica e una ritmicità del tutto inconsuete che si consolideranno solo agli inizi del Novecento.
A proposito della Petite Messe Solennelle Rossini scrisse:
« Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. È musica benedetta (sacra) quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso. » 
Per questo motivo la Petite Messe può essere considerata il testamento spirituale di Rossini, forse già presagio della sua prossima morte.

L'opera si compone di quattordici pezzi scritta per dodici cantanti, di cui quattro solisti, per un pianoforte e un armonium.

VITTORIANA DE AMICIS e DANIELA NINEVA
LAURA PALLESCHI
Allo spettacolo in questione hanno collaborato:
Solisti:
Soprano VITTORIANA DE AMICIS
Contralto DANIELA NINEVA
Tenore GIORGIO D’ ANDREIS
Basso VALENTINO MAZZUCA

Coro: Ensemble del Dipartimento di Canto del Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila, delle classi dei Maestri: Antonella Cesari, Maria Chiara Pavone, Alessandro Valentini

Pianoforte LAURA PALLESCHI
Armonium ALESSANDRO ALONZI
Direttore e concertatore MASSIMILIANO CAPORALE

Condividerò con voi anche una registrazione che ho fatto durante il concerto. Ci sono purtroppo dei rumori ambientali, specialmente all'inizio, ma se siete appassionati di musica classica, ascoltatela - forse riuscirà a darvi l'idea dell'entità dell'opera e dell'esecuzione - entrambe magnifiche!Si tratta dell'ultimo brano, una preghiera che chiude l'intera messa. E' l'Agnus Dei, un dialogo tra il solista contralto e il coro che invoca la pace (Dona nobis pacem). A me è piaciuta particolarmente la cantante con la sua voce scura, calda e rotonda.Questo pezzo porta in sè tutte le caratteristiche dello stile rossiniano: la sua brillantezza ritmica e quella sorta di frenesia finale, il famoso "crescendo rossiniano" che crea una sensazione surreale, quasi folle.




Gioachino Rossini, PETITE MESSE SOLENNELLE / CONSERVATORIO DI MUSICA “A. CASELLA” L’AQUILA

6 commenti:

IsabelC. ha detto...

Davvero misteriosa e affascinante quest'abbazia.
Pensa che io invece ho visitato un'abbazia cirstercense dall'altra parte dell'Italia...purtroppo senza concerto.

enikő ha detto...

Dove, Isabel? Sono curiosa. Cosi se capitassi da quelle parti andrei a visitarla - mi sto proprio appassionando credo. :)

Simona Obialero ha detto...

Oggi avevo proprio bisogno di spiritualità....è guarda un po' la Provvidenza mi fa capitare dalle tue parti!
Grazie dalla Cina,
(^ ^) simona

neveverde ha detto...

l'abbazia mi ispira spiritualità autentica peccato sia così lontatna da me, mi piacerebbe sentire le registrazioni..
a presto!

Geillis ha detto...

Trovo anch'io che i concerti nelle chiese abbiano un fascino particolare! bella questa abbazia, una meta da tenere a mente per un prossimo viaggio in Abruzzo

Lo ha detto...

è arrivata molta dell'emozione con le tue foto

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