giovedì 8 marzo 2012

Aggiornamento sulla mostra

...che verrà. Ve ne ho parlato, ho chiesto il vostro parere e mi avete aiutato molto a prendere una decisione. Ho scelto le immagini, ho creato un percorso mentale, un insieme percepito in modo unitario e tutto pareva andare per il verso giusto.

Ma poi... mi sono incartata. Ho perso il filo - quella dell'intuizione e quella della logica. Mi sono addentrata in territori inesplorati, impervi, troppo difficli da comprendere per di più con l'incubo della scadenza. Sono partita da una semplice idea, quella della rappresentazione dell'essere umano (reale e visibile) e la sua essenza (nelle sagome e riflessi negli occhi degli altri, nella coscienza dell'Altro). E ho scelto la metafora del passaggio attraverso dimensioni temporali, culturali, linguistiche, generazionali, ideologiche - passaggi che attraversiamo tutti noi, giornalmente, con più o meno agilità. Ma poi... mi è venuto in mente di ritirare fuori l'Uno, nessuno e centomila di Pirandello e qui, mi sono persa. L'individuo non è più una proiezione dell'essenza umana universale, non più un'identità emblematica in cui Uno è centomila, è tutti noi, ma quell'unico Io si frammenta all'infinito e diventa Nessuno. Come può Nessuno rappresentare tutti? Ha senso?


Ma la mostra si dovrà tenere, tutto è stato programmato. Ieri ho preparato anche le basi per le foto. Ho le stampe. Ma non so cosa voglio rappresentare... si può essere così persi?
Nabokov disse: "Scrivo in tre lingue, ma penso per immagini". Io credo che questo è un pò anche il mio problema. Tutto questo parlare e pensare in più lingue mi ha portato a una strana scissione in cui la parola e l'idea che rappresenta si è troppo frammentata, l'unità di un idea-progetto è stata intaccata. Mi serve un'idea, un percorso, un titolo ma ci vorrebbe più chiarezza, meno dettagli, meno profondità, aria fresca. Mi potete aiutare?

13 commenti:

Antonella - ATTIMI DI LETIZIA ha detto...

eniko..sono andata a leggere l'altro post che mi ero persa e poi sono andata a vedermi tutti gli scatti..fammi capire...la mostra poi la dedichi ad uno solo di quei argomenti? quale hai scelto?
leggendo l'altro post d'impatto dagli scatti che hai mostrato avrei scelto la sagoma ma poi vedendo tutte le foto le mie preferite sono state quelle dell'umanità e dal post non l'avrei detto..come è stana la percezione.
non so se ti ho aiutato..chiedi e domanda quando vuoi e cercerò di aiutarti.
bacio
ps: adoro la citazione di Nabokov

enikő ha detto...

Antonella, ho scelto due argomenti correlati:
http://nienteparole.blogspot.com/2012/01/4-umanita-varia-senza-criteri.html

e

http://nienteparole.blogspot.com/2012/01/3.html

Sophie Wool ha detto...

sono per le sagome, che definiscono immagini tutte da immaginare

Why ha detto...

Mi sembri preda del dubbio artistico per antonomasia: il mondo, e l'uomo in particolare, sono cosa che non si può mai rappresentare completamente. E l'arte è sempre sotto scacco, condannata ad un percorso che è solo avvicinamento, tentativo di rappresentare l'irrapresentabile. Diceva bene kant "l'idea estetica è un concetto che non si può racchiudere in nessuna rappresentazione adeguata". Che è poi il motivo per cui si continua testardamete a fare arte: c'è sempre qualcosa che resta da dire.
E allora secondo me una mostra funziona se non cerca di dare risposte, ma se ha il coraggio di mostrare la domanda che la anima, la ricerca su cui si sviluppa. E la tua è solida.
Io ti consiglio di concentrarti a dare una forma alla tua domanda (che potrebbe diventare il titolo) e di strutturare la mostra mettendo insieme pezzi anche diversi, che saranno coerenti proprio perchè tentativi di risposta alla medesima questione.
Non so, è un'idea..
Ma se ti va di dibattere un pò io sono felice.

Alchemilla ha detto...

Io non posso darti un consiglio sulla mostra ma posso dirti di fermarti un giorno, pensare ad altro, andare a fare una bella passeggiata, distrarti, poi andare a riposare presto e il giorno seguente ti sveglierai con la risposta a tutte le tue domande, ascoltando il tuo istinto!
Un bacione.

silvia raga ha detto...

sono d'accordo con Alchemilla...Mentre realizzavo dei disegni, a circa metà (erano 14 tavole) mi faceva schifo tutto... per due giorni(e i giorni erano -veramente- contati) non li ho più guardati...mi sono messa a cercare un'immagine che rispecchiasse quello che avevo in testa e non riuscivo ad esprimere... e quando l'ho trovata ho riiniziato tutto da capo, ho rifatto tutto, facendo ruotare il lavoro a quell'immagine-guida...
Dai, sei bravissima!

Luigi ha detto...

contemplando con attenzione le foto mi pare che un efficace collegamento tra di loro possa essere la famosa metafora della vita descritta da Quasimodo nella sua poesia più famosa

"ogn'uno è solo sul cuore della terra

Trafitto da un raggio di sole

ed è subito sera"

Nel primo gruppo, introdotto dai versi iniziali ci metterei tutte le foto che ritraggono una persona sola, ultima quella della vecchina seduta;

Nel secondo gruppo: "trafitto da un raggio di sole" ci metterei per prima la foto della bambina illuminata dal sole (splendida) e le altre foto di bambini seguite da quelle delle persone in dialogo affettivo e contemplativo;

nel terzo gruppo: "ed è subito sera", ci metterei le foto del sole pallido e quelle dei rami spogli!

Il tutto per rappresentare la parabola universale della vita dell'uomo sulla terra e intitolerei la mostra "Trafitti da un raggio di sole"!!!

singlemama ha detto...

spegni la mente (che mente).
centrati su te stessa. spegni le voci che non ti appartengono.
non scegliere con la testa.
fallo di pancia.
lei non mente mai.

abbraccione :-)

cristina ha detto...

Ascoltati, arriva sempre una risposta!

Nadia ha detto...

Di getto appena ho letto il tuo post di oggi mi è venuto in mente un titolo per la mostra: il filo del discorso.
si fanno mille giri, mille esperienze, mille passaggi e si perde il filo della vita, delle scelte , di quello che vuoi fare, ma poi riprendi il filo del discorso e tutto ritorna. puoi lavorare su queto. è un'idea. fammi sapere . nadia

estrellazul ha detto...

mi piace molto il percorso che suggerisce Luigi. Direi che i 2 gruppi si possono riunire, perchè anche fuori dal gruppo sagome ci sono foto ch epotrebbero appartenere a quel gruppo. La sagoma delle foto è quella che identifica la specie, cioè trattasi di persone e nn di cani o gatti, poi ci sono foto di relazioni fra persone od oggetti. In queste relazioni nelle foto non si vede reciprocità: la signora che parla con quella che guarda l'obiettivo con aria passiva, i ragazzi che ascoltano l'innamorata guardando da un'altra parte, il signore che guarda l'immagine patinata di una donna bellissima che nn esiste in carne ed ossa accanto a lui.....l'unica reciprocità si vede nella foto della ragazza che guarda lo specchio e vede.... se stessa... nel buddismo che pratico si dice: pulisci il tuo specchio perchè solo così puoi iniziare la rivoluzione di te stesso e quindi anche del mondo. Sono riflessioni sparse, in realtà nn focalizzo ancora un filo

IsabelC. ha detto...

Ti propongo questo titolo per la mostra: luminosità umanità

enikő ha detto...

grazie a tutti! davvero.

un abbraccio :)

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