giovedì 11 novembre 2010

San Martino, la festa delle luci - e un altro anno è volato


Ho l'impressione di aver festeggiato poco fa la festa delle lanterne, invece si tratta di una percezione sfalsata... nel frattempo la Terra ha compiuto un giro completo intorno al Sole, ho qualche capello bianco e qualche zampa di gallina in più, i rospi leggono, scrivono, discutono da bambini più grandi, dopo ogni notte risorge il sole e per ogni problema arriva una soluzione... e siamo di nuovo qui, a festeggiare una delle ricorrenze più sentite nella tradizione steineriana dalla quale noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di prendere spunti.



La leggenda

Era l'11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero.
Ma ecco che lungo la strada c'è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo.
Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. "Poveretto, pensa morirà per il gelo!" E pensa come fare per dargli un po' di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo.
E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un'idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto. "Dio ve ne renda merito!", balbetta il mendicante, e sparisce.
San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l'aria si fa mite.
Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello.
Ecco l'estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell'atto di carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più gradito a Dio.


Le lanterne simboleggiano la luce e il calore dell'estate che ci nutriranno nei giorni freddi e bui dell'inverno. Manine laboriose dipingono e disegnano per creare le lanterne mentre si canta, si narra, si ridacchia...


mentre la carta dipinta si asciuga, si suona, si canta...

poi al calar del sole si fa la passeggiata nel bosco illuminato solo dalla luce fioca delle lanterne cantando:


Io vado con la mia lanterna, la mia lanterna con me
Lassù brillano le stelle e noi brilliamo quaggiù
Illumina, lanterna mia, rabimmel rabammel rabumm
Illumina, lanterna mia, rabimmel rabammel rabumm

La luce spegniamo, a casa andiamo, rabimmel rabammel rabumm

***

E anche quest'anno abbiamo ricreato l'atmosfera magica di una serena condivisione.

***

Altre famiglie in festa:

7 commenti:

MammaNatura ha detto...

E' sempre un piacere passare da te, quest'anno anche noi festeggeremo, come avrai letto. Grazie per avermi citato e buona giornata e buon fine settimana!

Wennycara ha detto...

Grazie per questo tuo bel racconto, immagini e parole non potevano essere più strette.
Buona giornata,

wenny

Nella mia soffitta... ha detto...

Ma che bella questa festa di San Martino! Dal prossimo anno vogliamo festeggiarla anche noi!
Grazie per le foto e per le tue luminose parole!

sabrina ha detto...

evviva... e' come se fossimo tutti uniti in un unica festa... siamo tantissimi!!!

Fico e Uva ha detto...

Il prossimo anno anche noi fabbricheremo le nostre lanterne...quest'anno abbiamo acceso un lumino alla finestra! Ciao ficoeuva

Ilaria ha detto...

Che bello condividere questa festa! Grazie!

mammasorriso ha detto...

grazie per avermi linkata! le tue foto sono meravigliose...buon fine settimana Debora

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