venerdì 22 ottobre 2010

La mostra

Ho promesso di parlarvene in maniera più dettagliata e lo farò anche se con un ritardo vergognoso. Si trattava di una mostra-installazione pensata ad hoc per la ricerca collettiva che il Private Flat di quest'anno si è proprosto di intraprendere sui temi del linguaggio e della comunicazione e in linea con il progetto curatoriale del codec, le "traduzioni radicali".

Mostra installazione:
Selva dei destini incrociati, 2010
Luogo: una scuola di italiano per stranieri (il
perchè della scelta) nel centro storico di Firenze


La descrizione dei curatori:

La mostra/installazione si basa su un gioco combinatorio liberamente ispirato al Castello dei destini incrociati di Italo Calvino. Chi vi entra è chiamato a farsi viaggiatore e ad addentrarsi in una selva di immagini e parole per diventare narratore/interprete/traduttore della propria esperienza visiva e sensoriale. Le immagini godono della totale libertà di raccontare storie, suggerire sensazioni e possono mutare a seconda dei punti di vista adottati. Il linguaggio della visione, per Lőrinczi, trascende la lingua stessa: è capace di suscitare intuizioni, generare microstorie, tentare “traduzioni”. Il visitatore è invitato a interpretare le carte/immagini seguendo il filo narrativo suggerito dall'autrice, o scegliere di selezionarle casualmente, come se dovesse estrarle dal mazzo di tarocchi del romanzo di Calvino. In questo modo può ipotizzare itinerari e connessioni del tutto personali, intrecciati con le proprie esperienze di vita; liberando l’inesauribile potenziale significante delle immagini. La selva immaginaria, dunque, diviene il luogo dove le storie, i destini, i percorsi di persone tra loro assai diverse si possono incrociare, anche solo per un tempo infinitesimale.

1. Blurred Vision/Visioni appannate
(2 serie di 8 fotografie 30x30cm, realizzate tra il 2006 e il 2010)





2. Astrazione collettiva
(21 fotografie 30x30cm, realizzate tra il 2006 e il 2010)


3. Poesia immaginata

(5 fotografie B/N 30x40cm – testo di Massimo La Spina)

4. Installazione
(fotografie di Enikő Lőrinczi - testo di Massimo La Spina - traduzioni di Enikő Lőrinczi, Ewa Dziejuch, Maria Josè Moraza, Carla Konsten, Solal Abeles, Izumi Hashimoto, Melina Kistani, Gerda Helena Schwenger)


seguiranno dettagli...

6 commenti:

Anonimo ha detto...

...sei bravissima...avrei bisogno del tuo aiuto....vorrei fare un cappellino da elfo al mio bimbo ma non so da che parte cominciare...mi aiuti?...aspetto una tua risposta
GRAZIE
FRANCESCA

enikő ha detto...

Francesca, grazie!
In effetti, non sei la prima a chiedermelo, cercherò di accontentarvi. Mi metto subito all'opera, se no, va a finire che mi passa di mente. Tu affacciati ogni tanto qui nel blog, prima o poi troverai la descrizione. Ciao. :)

Il filo magico ha detto...

Che meraviglia Eniko!!!
Ho mostrato le tue foto anche a mia figlia che ha letto il libro qualche anno fa alle medie e ne ha fatto una bellissima rappresentazione teatrale... è rimasta colpita e mi ha detto che le sarebbe piaciuto vedere tutta la mostra!! Peccato non essere vicine... le avrebbe fatto bene, visto che le piace un sacco la fotografia!!
Un bacione e complimenti!!
Elisa

Anna ha detto...

Eh si, Firenze è arte pura in ogni piccola diramazione del suo pulsare...grazie per aver condiviso: foto sensazionali

Anonimo ha detto...

....non me ne perdo una delle vostre avventure...oggi mi diletto coi funghi...
GRAZIE
FRANCESCA

Lena ha detto...

che faccio mi ripeto? ma sì! =) sei bravissima!!!...complimenti, mi piace molto la ricercatezza con la quale ti sei dedicata a questa iniziativa [come tua ogni altra], quella ricerca dei particolari che lega un segno al significato e viceversa.

baci =)

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