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venerdì 14 dicembre 2012

C'era una volta un pallet...


...che è diventato un albero di Natale: un pò minimale, un pò ricicloso, un pò rustico, un pò simbolico ma pur sempre un'albero di Natale.
Negli anni passati abbiamo tentato di prendere un albero vero per poi ripiantarlo in giardino ma ci è andata sempre male. Quest'anno abbiamo deciso di risparmiare la vita ai poveri alberelli e dedicare attenzione più all'idea del Natale e a quello che rappresenta che non all'oggetto in sè.

Ecco alcuni passaggi della preparazione del nostro alberello:

(il pallet è stato smontato, levigato, assemblato, poi dipinto in maniera grezza)

 (posizionato e addobbato)
Addobbato come? Con palline di lana gialla e lana naturale d'Abruzzo, con dei cuoricini fatti di argilla insieme ai bambini qualche anno fa. Abbiamo tirato fuori anche il nostro presepe fatto in casa ricavato da pezzi di legno avanzati e i funghetti che non c'entrano niente ma mettono allegria. Che ve ne pare? E per tutto questo non abbiamo sprecato niente, nè soldi, nè risorse materiali ed energetiche solo un pò di tempo.
 

Tutto qui. A noi piace. A voi?

venerdì 30 novembre 2012

Una seconda vita per le vecchie magliette

Vi ho preparato una piccola collezione di progetti e idee. Spero che troviate la giusta ispirazione per riciclare le vostre magliette. Cliccando sulle immagini vi ritroverete alla fonte così da poter approfondire l'argomento.


mercoledì 28 novembre 2012

Un progettino giallo giallo

C'era una volta un paio di calze gialle - e un cane buffo, ma questa è un'altra storia.


Insomma, torniamo al giallo. Io adoro tutte le sue sfumature: i gialli paglierino, limone, oro, ambra, senape, ocra, poi il giallo Indiano, il giallo sole e altri ancora. Tuttavia non posso dire di avere dei vestiti gialli. Non ho mai osato indossarli avendo la carnagione chiara tendente al pallore (in effetti vicino al viso mi sta veramente male, lo dico con una saggia dose di autocritica). Ma quest'autunno sono caduta nella trappola del giallo: sono tornata a casa con in paio di calze gialle (insistevano tanto di venire via con me e la vocina nella mia testa rincarava la dose). Siamo stati a fissarci per giorni. La calza che mi sfidava, io che le resistevo ma alla fina ha vinto lei. E allora finalmente l'ho indossata. Anzi, ho creato al volo anche dei piccoli e futili accessori da abbinarci: un vecchio bracciale fattomi dai miei bambini a un laboratorio di recupero materiali e una bacchetta portata a casa dal ristorante giapponese qualche mese fa. Buffi e a costo zero.




giovedì 24 maggio 2012

Trasformare...

...vecchi capi inutilizzabili.  Come passatempo e per principio. 


In questo caso una vecchia maglietta con lo scollo allargato a dismisura è diventata una minigonna (?!). Detto così mi fa quasi impressione in quanto io non sono assolutamente tipo da minigonne. Ma. Intanto ho recuperato una maglietta che non mi poteva più essere utile, poi ho aggiunto una minigonna (!!!) al mio guardaroba. Olè! :)

giovedì 8 marzo 2012

Come riciclare un pallet (o pedana/pancale)

Ho preparato una piccola raccolta di idee che potrebbero essere utili per costruirsi dei mobili partendo da un pallet. Chiaramente ci vuole molto senso pratico o un compagno volenteroso e/o facilmente corruttibile.

Ecco qualche esempio ingegnoso:

venerdì 17 febbraio 2012

Il riciclo creativo…

...di un vecchio maglione dismesso e infeltrito. Ci servivano al volo un paio di scaldamuscoli per impedire che la neve s’intrufolasse negli scarponcini dell'arrampicatore infaticabile. Ed ecco fatto. Due gesti decisi ed ecco che le maniche del maglione diventano esattamente quello che ci serve – senza correre subito a comprarlo.

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lunedì 7 marzo 2011

Carnevale ecosostenibile

Ehm, eccomi. Sempre di fretta, sempre distratta. Addirittura mi sono scordata del mio secondo blog-pleanno. Ma va bene, non è grave. [primissimo post, febbraio 2009]

lunedì 8 marzo 2010

E dopo la lampada...

ecco il ringiovanimento di una poltrona anziana. E siccome l'idea di andare a vivere finalmente nella nostra CASA in collina e circondata dai boschi (danneggiata dal terremoto) è ormai un miraggio, tanto vale investire tempo e lavoro nel miglioramento della nostra casa attuale - sempre meno transitoria. Da mesi siamo all'opera, cambiamo i mobili, tiriamo fuori gli scatoloni di libri dalla cantina, sistemiamo, modifichiamo, ricicliamo il riciclabile, buttiamo cose inutilizzabili. Sistemiamo e abbelliamo il nostro nido anche sapendo che un giorno dovremmo traslocare, che un giorno avremmo la casa che ci siamo sognati e che ci meriatiamo. Ma nel frattempo viviamo allegri con quel che abbiamo...
E così questa poltrona degli anni '60, con una linea accattivante ma con una tappezzeria orribile è diventata così, un pò allegra, un pò estiva, un pò ironica ma decisamente comoda. :)

(si, anche il pavimento è bruttino ma ancora non ho trovato nessuna soluzione economica ed ecologica per cambiarlo. qualche idea?)

Occorrenti:

un pò di stoffa

una cucitrice


e voglia di cambiare...

Vi auguro una bella settimana! :)






lunedì 15 febbraio 2010

C'era una volta una lampada...

che pendeva pacifica da decenni in una casa nel cuore della terra dei lupi

finchè una famiglia di rospi non è venuta ad abitarci. Da allora la sua vita è cambiata drasticamente: disprezzata e odiata da tutti, non faceva che ricevere sguardi di disapprovazione e insulti silenziosi. Si sentiva infelice e le persone che si trovavano con lei nella stessa stanza pure. Sapeva di non piacere e ad avere i giorni contati, che nella to do list della famiglia è stata inserita la sua eliminazione. Ma un giorno la mamma dei rospi, la sua peggiore nemica, nel bel mezzo di uno dei suoi brontolii uscì con un'idea insolitamente buona - quella di appenderci il costume di carnevale della rospa di due anni fa, la gonna della principessa arcobaleno

prendendo due piccioni con una fava - quella di trovare una collocazione alla gonna che non si faceva che spostare da una parte all'altra della casa e quella di rivedere le priorità della lista delle cose da fare. La mammarospa ha capito che a volte l'abito fa sì il monaco e che la tolleranza e la fantasia sono delle risorse fondamentali e che ridare vita alle vecchie cose risparmiando risorse è la nuova frontiera del vivere etico, consapevole e divertente e... (alla fine non è che ha capito un granchè solo che ha talmente tante cose da fare oggi che per sfuggire ai mille impegni temporeggia, si mette a fare cose futili e le scrive pure!). Da parte sua la povera e maltrattata lampada si è un pò rilassata e sfoggia con orgoglio la sua nuova e coloratissima veste e sogna felice cieli stellati, prati fioriti e magici arcobaleni. E vissero tutti felici e contenti, ecc.

domenica 14 febbraio 2010

Lo so...


è naturale che se ci vogliamo bene lo facciamo tutto l'anno ma perchè non parlarne, non dimostrarlo con un disegno, con una cartolina, con un pensiero positivo? Specialmente in un freddo e uggioso giorno di febbraio come oggi...

Ai disegni ci hanno pensato i rospi,

le cartoline le ho fatte io. Ci ho impiegato un'oretta del mio (prezioso) tempo per ascoltare un bel disco, ho riciclato un pò di ritagli di stoffa avanzati,

dei cartoncini,

e una macchina da cucire che non so usare un granchè - questo è più che evidente dal risultato.

Ma a me queste cartoline piacciono per la loro palese imperfezione e per la loro unicità.

Una domenica serena e piena d'amore a tutti e anche qualche raggio di sole,
se non chiedo troppo... :)

giovedì 5 marzo 2009

Pasta modellabile

Finalmente sono riuscita ad avere tutti gli ingredienti per fare la pasta modellabile in casa, tutti naturali e anche relativamente economici (il tutto mi è costato si e no 2 euro).


La ricetta:
2 tazze di farina
1 tazza di sale fino
1/2 tazza di Maizena
2-3 cucchiai di olio
2 cucchiai di polvere di allume di potassio* o cremor tartaro (in farmacia)
acqua quanta ne serve (2 tazze circa)
coloranti alimentari
 
Mescolare gli ingredienti nell’ordine descritto sopra (senza i coloranti) e scaldare il tutto in un pentolino a fuoco medio per 3-4 minuti. Dividere l’impasto in parti corrispondenti al numero di colori che avete a disposizione, poi aggiungere i coloranti. La quantità varierà in base all’intensità di colore che desiderate ottenere.
 
I bimbi erano eletrizzati all'idea di poter pasticciare già nella fase preparatoria. Hanno misurato, pesato, mischiato, controllato, girato, litigato, ricontrollato, sparso un pò di farina qua e là, canticchiato e in meno di mezz'ora è nata questa pasta morbidissima, al profumo di olio, senza coloranti e conservanti tossici che tenuta in frigorifero dovrebbe durare anche sei mesi.

E' talmente morbida e docile che i rospi l'hanno stesa con un mattarello e l'hanno trasformata in una specie di tabula rasa disegnandoci sopra con degli stuzzicadenti. Ho avuto mezz'ora di pace mentre loro sfogavano le loro passioni "pasticciatorie".


*una piccola nota sulla polvere di allume di potassio. Sono andata in farmacia per comprare un pò di polvere della suddetta sostanza. Il farmacista dopo avermi posto una carellata di domande ('Allume di potassio? Che èèèè??!! Che ci deve fà?') e dopo alcune telefonate agli "spacciatori" mi ha detto che gli dispiaceva, ma non poteva procurarmi "la polvere". Sono tornata a casa sconsolata ma poi ebbi l'illuminazione: vuoi vedere che io quella cosa ce l'ho? In effetti ho una pietra di allume che io uso come deodorante. In sostanza si tratta di un antibatterico naturale. E' ottima perchè non impedisce la normale sudorazione, non ostruisce i pori ma inibisce l’azione di quei batteri che sono la causa dei cattivi odori. Io lo consiglio a tutti: è ipoallergenico, adatto a tutti i tipi di pelle, non lascia tracce, elimina gli odori (anche l'odore del pesce o dell'aglio dalle mani), ha una proprietà cicatrizzante e fa regredire anche l'herpes labiale. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo: un cristallo dura circa due anni e costa intorno ai 5 euro in erboristeria o nei mercatini bio. Il cristallo di potassio è un prodotto naturale ed ecologico, completamente biodegradabile e privo di sostanze chimiche. Fine dello spot pubblicitario. :)

Insomma ho spezzato una piccola parte del mio cristallo e l'ho triturato con il macinacaffè.

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E visto che ci sono, ecco un'idea di Claudia su come riciclare i pastelli a cera. Vedo comunque che si tratta di un riciclo abbastanza diffuso e questo mi fa piacere. Viene descritta questa procedura qui, qui e qui.


A questo punto posso anche andare a dormire. Buona notte. :)
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