...che è diventato un albero di Natale: un pò minimale, un pò ricicloso, un pò rustico, un pò simbolico ma pur sempre un'albero di Natale.
Negli anni passati abbiamo tentato di prendere un albero vero per poi ripiantarlo in giardino ma ci è andata sempre male. Quest'anno abbiamo deciso di risparmiare la vita ai poveri alberelli e dedicare attenzione più all'idea del Natale e a quello che rappresenta che non all'oggetto in sè.
Ecco alcuni passaggi della preparazione del nostro alberello:
(il pallet è stato smontato, levigato, assemblato, poi dipinto in maniera grezza)
(posizionato e addobbato)
Addobbato come? Con palline di lana gialla e lana naturale d'Abruzzo, con dei cuoricini fatti di argilla insieme ai bambini qualche anno fa. Abbiamo tirato fuori anche il nostro presepe fatto in casa ricavato da pezzi di legno avanzati e i funghetti che non c'entrano niente ma mettono allegria. Che ve ne pare? E per tutto questo non abbiamo sprecato niente, nè soldi, nè risorse materiali ed energetiche solo un pò di tempo.
...di un vecchio maglione dismesso e infeltrito. Ci servivano al volo un paio di scaldamuscoli per impedire che la neve s’intrufolasse negli scarponcini dell'arrampicatore infaticabile. Ed ecco fatto. Due gesti decisi ed ecco che le maniche del maglione diventano esattamente quello che ci serve – senza correre subito a comprarlo.
Ho trovato questa ricetta da Estrellazulieri che ho voluto subito provare. Ho apportato qualche modifica, lo faccio sempre, è più forte di me (nella mia cucina regna l’anarchia e io non accetto nessuna regola :)
Allora la mia versione è questa:
Dolce alle ciliegie
1 bicchiere di yoghurt (fatto in casa)
½ bicchiere di olio d’oliva (o di girasole bio)
3 bicchieri di farina integrale (macinato fresco, crusca compresa)
3 uova
8 cucchiaini di miele
un po’ di zucchero di canna per cospargere l’impasto una volta versato nello stampo (verrà fuori una deliziosa crosticina caramellata)
1 bustina di cremor tartaro (ma un qualsiasi lievito può andar bene)
1 mela sbucciata e tagliata a pezzetti
una manciata di ciliegie mature denocciolate
Il procedimento è semplice e veloce. Si amalgama bene tutto, si versa l’impasto in uno stampo (da ciambella o da plumcake) e si cuoce a 180°C per 40 minuti.
E’ perfetto! L’unico difetto è che dura talmente poco. Io l’ho fatto ieri sera dopo aver messo a letto i rospi e non so se oggi a merenda ne troverò una fettina. Grazie della ricetta, cara Estrella. :)
E visto che ho tirato in ballo la farina appena macinata ne approfitto per parlerne un pò. Qualche mese fa abbiamo investito in un mulino a pietra a uso casalingo e devo dire che sono stati soldi ben spesi. L’investimento iniziale non è da poco ma a lungo si ammortizza la spesa (poi se si ordina direttamente dalla Germania si risparmia un buon 30-40% sul prezzo saltando gli intermediari). Attraverso il nostro gas ci forniamo da un mulino che vende grano bio e una grande varietà di farine (farro, grano saraceno, segale, kamut, saragolla, ecc.) e mentre la farina (comprata in grande quantità) ci costa 0.83 €/kg, il grano viene meno della metà. E questo non è l’unico vantaggio. L’altro è la possibilità di variare i cereali quando e come ci pare. Non è per niente facile reperire farine di riso, di farro o d’orzo eppure ci sono tante di quelle sane e sfiziose ricette che le richiedono. Si possono macinare anche i legumi (i ceci per esempio) che sono degli alimenti indispensabili per una sana alimentazione.
Per di più, una farina appena macinata mantiene intatte tutte le proprietà nutrizionali (fibre, sali minerali, ecc.) che altrimenti via via si perdono. Infatti le farine, per essere biologicamente attive, devono essere macinate da pochi giorni per questo è ideale è avere una macina a pietra sotto mano e macinarle al bisogno.
Un altro punto a favore è l’aspetto educativo: i bambini seguono tutto il processo di trasformazione durante il quale il grano diventa farina, la farina diventa impasto, l’impasto diventa pane o pasta o un dolce e avendo assimilato e capito uno dei processi più semplici, più fondamentali e arcaici della nostra cultura, la loro visione del mondo si allarga. La loro partecipazione a questa trasformazione è fondamentale, li fa sentire importanti, parti integranti dei processi elementari del mondo.
Finalmente sono riuscita ad avere tutti gli ingredienti per fare la pasta modellabile in casa, tutti naturali e anche relativamente economici (il tutto mi è costato si e no 2 euro).
La ricetta:
2 tazze di farina
1 tazza di sale fino
1/2 tazza di Maizena
2-3 cucchiai di olio
2 cucchiai di polvere di allume di potassio* o cremor tartaro (in farmacia)
acqua quanta ne serve (2 tazze circa)
coloranti alimentari
Mescolare gli ingredienti nell’ordine descritto sopra (senza i coloranti) e scaldare il tutto in un pentolino a fuoco medio per 3-4 minuti. Dividere l’impasto in parti corrispondenti al numero di colori che
avete a disposizione, poi aggiungere i coloranti. La quantità varierà in
base all’intensità di colore che desiderate ottenere.
I bimbi erano eletrizzati all'idea di poter pasticciare già nella fase preparatoria. Hanno misurato, pesato, mischiato, controllato, girato, litigato, ricontrollato, sparso un pò di farina qua e là, canticchiato e in meno di mezz'ora è nata questa pasta morbidissima, al profumo di olio, senza coloranti e conservanti tossici che tenuta in frigorifero dovrebbe durare anche sei mesi.
E' talmente morbida e docile che i rospi l'hanno stesa con un mattarello e l'hanno trasformata in una specie di tabula rasa disegnandoci sopra con degli stuzzicadenti. Ho avuto mezz'ora di pace mentre loro sfogavano le loro passioni "pasticciatorie".
*una piccola nota sulla polvere di allume di potassio. Sono andata in farmacia per comprare un pò di polvere della suddetta sostanza. Il farmacista dopo avermi posto una carellata di domande ('Allume di potassio? Che èèèè??!! Che ci deve fà?') e dopo alcune telefonate agli "spacciatori" mi ha detto che gli dispiaceva, ma non poteva procurarmi "la polvere". Sono tornata a casa sconsolata ma poi ebbi l'illuminazione: vuoi vedere che io quella cosa ce l'ho? In effetti ho una pietra di allume che io uso come deodorante. In sostanza si tratta di un antibatterico naturale. E' ottima perchè non impedisce la normale sudorazione, non ostruisce i pori ma inibisce l’azione di quei batteri che sono la causa dei cattivi odori. Io lo consiglio a tutti: è ipoallergenico, adatto a tutti i tipi di pelle, non lascia tracce, elimina gli odori (anche l'odore del pesce o dell'aglio dalle mani), ha una proprietà cicatrizzante e fa regredire anche l'herpes labiale. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo: un cristallo dura circa due anni e costa intorno ai 5 euro in erboristeria o nei mercatini bio. Il cristallo di potassio è un prodotto naturale ed ecologico, completamente biodegradabile e privo di sostanze chimiche. Fine dello spot pubblicitario. :)
Insomma ho spezzato una piccola parte del mio cristallo e l'ho triturato con il macinacaffè.
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E visto che ci sono, ecco un'idea di Claudia su come riciclare i pastelli a cera. Vedo comunque che si tratta di un riciclo abbastanza diffuso e questo mi fa piacere. Viene descritta questa procedura qui, qui e qui.
A questo punto posso anche andare a dormire. Buona notte. :)