giovedì 30 maggio 2013

Piccoli musicisti crescono

Ci sono dei giorni in cui non fanno che contendersi tutto, persino l'aria, poi ci sono di quelli in cui si uniscono sponatneamente in un progetto comune e si percepisce l'affetto che provano uno per l'altra e la volontà di condivisione e di cooperazione. In quei giorni sento proprio di essere sulla buona strada...

 

Di solito ogn'uno si esercita per conto proprio ma a volte mettono su delle piccole performance e provano a suonare insieme. Ogn'uno porta con sè il proprio bagaglio di conoscenze e il proprio gusto musicale e alla fine, sempre, nasce qualcosa di valido. Se non altro, una bella esperienza...


Continuate così, rospetti! :)


martedì 28 maggio 2013

Che c'è di nuovo? ovvero le impressioni di una supplente

In effetti manco da mesi. Dovrei raccontare in sintesi cosa è successo di importante negli ultimi mesi ma non è facile mettere a fuoco gli avvenimenti più importanti. Come faccio a sapere quale tra questi risulterà decisivo per quel che avverrà nel futuro? Guardando indietro, da quando ho lasciato il "nido", ci sono stati tanti di quei accadimenti che hanno deviato la mia vita in una determinata direzione e senza quelli, ora, probabilmente sarei altrove, sarei probabilmente una persona un pò diversa, vivrei un'altra vita ed è affascinante fare delle supposizioni, immaginarsi delle esistenze alternative alla Sliding Doors. MA. Nonostante tutte le difficoltà che abbiamo avuto e stiamo tuttora avendo, sono convinta che il mio posto sia proprio qui, con queste persone che hanno avuto la sfortuna e sfortuna di essere la mia famiglia e, insieme, continueremo su questa strada lunga e tortuosa verso la realizzazione del nostro sogno. Di questo ve ne ho già parlato e ci tornerò in seguito.

Cercherò di essere pragmatica e provo ad elencare cosa è successo di importante e degno di essere ricordato (questo blog è e rimane pur sempre un diario, no?). Intanto la mostra di cui siete stati abbondantemente informati, quindi non vi annoio oltre. Aggiungo che sta nascendo l'idea di un'altra mostra: come sempre sono in estremo ritardo. Ho 3 settimane per progettarla, realizzare i quadri e allestire! Panico... (e ora un bel respiro!)

Sul versante lavorativo le cose non vanno molto bene. Sto vivendo sulla mia pelle le consequenze della crisi: il lavoro c'è soltanto a tratti e anche quando si lavora i pagamenti si fanno attendere per mesi. Una fatica fisica e psicologica continua - ma cerchiamo di rimanere ottimisti! Mi dico sempre: il peggio è passato. M'illudo? Forse.

Tra le cose positive che mi sono capitate negli utlimi tempi: una supplenza di qualche settimana in un liceo. E' stata un'esperienza dura ed esaltante allo stesso tempo. Ho capito che è il lavoro che ho sempre voluto fare, persino quando ero adolescente, l'altra parte della cattedra e non facevo che ribellarmi contro l'autorità dei miei professori (dovevo essere terribile!).

giovedì 23 maggio 2013

Sole, dove sei?

Non ricordo una primavera cosi autunnale da anni! Non fa che piovere, da giorni. Guardo il meteo e mi sembra una barzelletta: oltre i 1000 m prevede neve nel prossimo weekend e mancano pochi giorni a giugno!
Per ovviare a questa mancanza di sole, posto qualche foto scattata qualche giorno fa: in uno di quei giorni in cui il sole splendeva promettendo una primavera "vera". Uno di quei giorni in cui il tempo si accorcia e il pomeriggio sembra passare in un battibaleno perchè ci si diverte. A volte ci vuole davvero poco: un pò di bel tempo, qualche amichetto, un cane buffo e tante bolle di sapone. :)

lunedì 20 maggio 2013

Ieri: ISRAEL IN EGYPT

Ieri sera siamo andati a sentire l'oratorio per soli, 2 cori  e orchestra  di G. F. HAENDEL dal titolo ISRAEL IN EGYPT eseguito dall'Associazione Corale "S. Cecilia", il Coro "Novantanove" de L'Aquila e l'Orchestra "Benedetto Marcello".



Abbiamo portato anche i due rospi: il piccolo (8 anni) non ha gradito del tutto (ha ascoltato, a tratti ho notato anche il suo stupore durante alcuni passaggi "potenti"  ma, a scadenza regolare, aveva sonno, sete, fame o tutte tre in varie combinazioni) ma ciononostante si è comportato in maniera educata e conveniente. La grande (10 anni), con cinque anni di studio di pianoforte alle spalle e due anni di esperienza corale, si è abbandonata del tutto all'esecuzione durante la quale si alternavano brani strumentali, oratori solistici e passaggi corali di una potenza prorompente e ridondante. Israele in Egitto è una sintesi epica dell'Antico Testamento e come ogni storia epica che si rispetti è raccontata con l'enfasi e l'esagerazione tipiche del barocco. Io ultimamente ho una passione per la musica barocca e noto con gioia che anche mia figlia mi segue con naturalità e complicità.

 (purtroppo il piccolo ha scoperto Michael Jackson e gli One Direction e sembra persosi per strada). :)

Condividerò con voi qualche scatto fatto prima e durante il concerto nella chiesa-convento di S. Domenico di Teramo.

lunedì 6 maggio 2013

Rossini e un piccolo pezzo d'Abruzzo

Ieri sera sono andata a sentire un concerto e giá che c'ero, ho scattato qualche foto all'abbazia di San Clemente al Vomano a Guardia Vomano, in provincia di Teramo, uno dei monumenti più significativi del romanico benedettino in terra d'Abruzzo. Condividerò con voi questa esperienza che a me ha procurato molta gioia. E' incredibile quanto mi  entusiasmino l'arte e la musica sacra pur non essendo io religiosa.

venerdì 19 aprile 2013

I diamanti sono i migliori amici delle ragazze?

Ma anche no. Io preferisco le collane semplici, magari quelle fatte di lana. Lo so che è primavera e che sono in ritardo con questo post decisamente invernale ma mettiamo il cuore in pace, faccio quel che posso. :)
Ora che ci penso, quasi quasi mi metto a creare delle collane estive di cotone.
Con un mulinetto e un pò di scarti di lana sono nate queste. A me piacciono molto per la loro semplicità anche se sto pensando di abbellire alcune di loro combinando tessuti, fiori o cerchi all'uncinetto, feltro, pelle, ecc. e si vedrà cosa ne verrà fuori. Ma intanto queste...
[nei colori panna, grigio e viola - per ora]


mercoledì 17 aprile 2013

E, pian piano, la nostra dolce bambina ha compiuto 10 anni

 E' stato il decennio più difficile ma, senz'altro, il più bello della mia vita a fianco di questa creaturina unica. In questo decennio, naturalmente, è compreso anche l'altra creatura che è suo fratello
(non vorrei creare degli incidenti diplomatici in quest'atmosfera di festa). :)


lunedì 15 aprile 2013

E' lunedì!

Quindi cerchiamo di essere un pò più produttivi. Ho una lista infinita di post che avrei voluto scrivere nei mesi scorsi ma non ci sono arrivata nè con le energie, nè con il tempo. Peccato. Sono tutte cose che si perderanno strada facendo, esperienze delle quali avrei voluto tenere traccia o almeno creare un backup per la memoria. Vediamo cosa posso fare per rimediare.
Intanto vediamo la mostra che è stata inaugurata venerdì scorso. Questa è la mia decima mostra, mi piacerebbe documentarla anche se in maniera sommaria. La preparazione è stata frenetica e confusionaria. La scelta dell'argomento è stata istintiva, poco pensata ma molto sentita.

Titolo e descrizione:

Albe.ri 

“Sai che gli alberi parlano? Sì parlano. Parlano l'un con l'altro e parlano con te, se li sai ascoltare. Ma gli uomini bianchi non ascoltano.” (Tatanga Mani)


Gli alberi sono creature perfette, munite di una grande sensibilità, sono esseri viventi straordinari nel loro perpetuo movimento verso il cielo, verso il sole e attraverso il sole che nascono, crescono, muoiono, ridonano se stessi alla terra e rinascono sempre in infinite meravigliose forme – anno dopo anno, inverno dopo inverno. Queste rinascite sono le ‘albe’ e il ‘ri’-nnovarsi perpetuo.

Sono i ritratti degli alberi invernali: l’attesa, il silenzio, la perfezione delle loro forme e la loro vitalità ridotta ma piena di promesse. Sono gli alberi delle colline teramane che ho imparato a conoscere uno ad uno fotografati con una semplice fotocamera da cellulare. Ho scelto di esprimermi usando un mezzo ‘da dilettanti’ un po’ per praticità, avendolo sempre appresso, e un po’ come provocazione per dimostrare che l’attrezzattura e la tecnica sono solo un punto di partenza: l’idea che si trasmette e l’occhio del fotografo contano di più. “E’ un'illusione che le foto si facciano con la macchina... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa.” (Henri Cartier-Bresson)

Un'altra intervista

Dopo il Corriere d'Abruzzo, vengo intervistata da Silvia ed Ernesto su Trippando. Devo dire, mi sono divertita parecchio nel farla... :)
(copio e incollo l'intervista che si trova QUI.)


Di viaggi e fotografia: intervista a 4 mani a Enikő Lőrinczi


Se non ci fosse la rete… chi l’avrebbe mai incontrata questa donna bellissima? 
Si chiama Enikő Lőrinczi, è nata in Ungheria e vive in Abruzzo. E’ una splendida mamma e bravissima fotografa.
Ieri, con Ernesto, leggiamo che Venerdì 12 aprile (alle 18,30, all’Officina del centro storico di Giulianova, in Abruzzo) c’è l’inaugurazione della sua mostra fotografica: Albe.ri. 
Da lì a decidere di intervistarla a 4 mani… va da sè.

venerdì 12 aprile 2013

E già che sono riuscita ad accendere il pc...

...vi mollo quest'intervista sul Corriere d'Abruzzo visto che è passato un secolo dalla mia ultima (prima) intervista.


Enikő Lőrinczi: quando l'Abruzzo adotta una fotografa cosmopolita

di Federica Ferrretti


Ci piace guardare la vita sempre  da una diversa  "prospettiva". Oggi,  perciò, abbiamo scelto di raccontare la storia di una donna che  non è solo ungherese. Si diploma a un liceo linguistico in Ungheria, insegna danza in Germania, si laurea in lingue alla Facoltà di Lettere di Firenze.  Ma che solo alla soglia dei trent’anni arriva a capire di aver sbagliato strada.
Dopo aver passato anni a studiare filologia e lingue straniere per un’efficiente comunicazione interpersonale e interculturale, scopre la potenza significante dell’immagine e intraprende un percorso di studio e di sperimentazione perenne del linguaggio della visione. L'ambiente umano in generale è il primo "naturale" soggetto verso cui rivolge l'interesse e l'obiettivo. La società e i suoi prodotti materiali costituiscono i temi prediletti della sua ricerca fotografica. Attualmente vive e lavora come insegnante nella provincia di Teramo e pratica la fotografia come stile di vita”.

Invito!

Cari, non ho un secondo di tempo per aggiornare il mio blog. Tra il lavoro, l'allestimento della mia nuova mostra, l'organizzazione della festicciola di compleanno della rospa non riesco nemmeno a cambiare l'header del blog (siamo fermi a marzo!). Per ora è così. Spero di riavere un pò del mio tempo per curare questo mio giardino. Intanto vi lascio un invito per la mostra per chi fosse nelle vicinanze... (poi vi racconto).

 


martedì 2 aprile 2013

Le uova di Pasqua - come le coloriamo noi, all'ungherese:

(sono cosciente del fatto che questo post sarebbe stato utile magari una settimana fa ma, siccome sono stufa di chiedere scusa per il mio eterno ritardo, ho deciso che questo sarà un post in estremo anticipo per la Pasqua del 2014. ecco. non mi pare vero che finalmente non solo sono riuscita ad arrivare in tempo ma addirttura in anticipo! bello ribaltare la prospettiva ogni tanto - ma anche sempre  :)

Quindi, siamo nel 2014 e tra pochi giorni è Pasqua. Per decorare le uova  in maniera semplice e naturale, seguite il mio foto-tutorial minimale.
 Il risultato:

Ecco il procedimento:

Durante il mese che precede Pasqua si mettono da parte le bucce (secche) delle cipolle rosse (ci vuole circa una mezza pentola di bucce secche). In giardino/parco/balcone si raccolgono erbe ed erbacce di varie forme che si utilizzeranno come stencil. Si appoggiano sopra le uova, si mettono dentro un collant e si legano con il filo a mò di salsicce (sarà il collant aderente a tenere ferma la foglia o il fiore).
La "collana di uova" si mette delicatamente nella pentola e si porta a ebollizione insieme alle bucce di cipolla a fuoco lento per circa 10 minuti quindi si lasciano raffreddare, si liberano dalla calza e alla fine si lucidano con del grasso vegetale (olio) o animale (burro). L'uovo sarà lessato, colorato con del colore naturale quindi commestibile a cuor leggero. :)

Ecco, questa volta ho battuto sul tempo tutti! :D

martedì 26 marzo 2013

Giorno per giorno

Attraverso un vetro bagnato il mondo diventa più fluido.






Nel frattempo dentro si studia, si canta, si fanno prove. Ora: Faurè. Lo adoro!



lunedì 25 marzo 2013

domenica 24 marzo 2013

Giorno per giorno

[vivere il presente con il iPhone in tasca]


S. Giacomo, Abruzzo. Concerto: cantiamo Le Messe Basse di Faurè.

sabato 23 marzo 2013

Giorno per giorno





Le colline nei pressi di Nereto, Abruzzo dove faccio la supplente in questi giorni.

Addio inverno!

Benvenuta primavera!
[un giorno qualsiasi tornando dal lavoro...]

martedì 5 marzo 2013

I giorni scorrono veloci...

...e raramente succedono cose eccezionali. Sono giorni anonimi e piatti eppure è la somma di questi giorni che fa la nostra vita. In questa prospettiva è prezioso e da custodire anche tutto questo:
gli alberi e le colline che vedo passando in macchina e attraverso i vetri bagnati dalla pioggia perchè generano una sensazione di benessere in me...

Today's inspiration / Il pensiero di oggi (05.03.2013)

“Non c’è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente“. Virginia Woolf
[dal mio blog di fotografia, The Sound of Silence]

lunedì 4 marzo 2013

Robert Doisneau. Paris en liberté

Ecco il motivo per cui sono uscita dal mio isolamento rurale e sono andata nella capitale. Si trattava di una mostra che non volevo proprio perdermi: parlava di Parigi, parlava di Doisneau e, soprattutto, parlava di fotografia - quella classica, quella alla quale sono profondamente legata, quella che ancora oggi mi dà ispirazione e mi fa venire i brividi. Doisneau è un fotografo che ha occhio per il mondo che lo circonda ma, più di tutto, ha cuore, ha compassione, ha ironia, ha sensibilità, ha prontezza - tutte doti che ammiro profondamente in un fotografo. Ecco, se qualcuno mi chiedesse cosa voglio fare da grande, mi verrebbe da rispondere: Doisneau.


Parlo dello stesso uomo che disse questo:
Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.

Vi racconto quel che ho visto, come è mio solito fare, per immagini. Aggiungo qualche pensiero di Doisneau per rendere l'esperienza più completa possibile.


La mostra
 Non mi sono mai chiesto perché scattassi delle foto. In realtà la mia è una battaglia disperata contro l'idea che siamo tutti destinati a scomparire. Sono deciso ad impedire al tempo di scorrere. È pura follia. Robert Doisneau


[e a colori...]

Vi spiego come mi prende la voglia di fare una fotografia. Spesso è la continuazione di un sogno. Mi sveglio un mattino con una straordinaria voglia di vedere, di vivere. Allora devo andare. Ma non troppo lontano, perché se si lascia passare del tempo l'entusiasmo, il bisogno, la voglia di fare svaniscono. Non credo che si possa vedere intensamente più di due ore al giorno.  R.D.



Voglio condividere, e solo in parte, una delle sue geniali raccolte. S'intitola: Un Regard Oblique. Credo sia facilmente intuibile il perchè del titolo e quelle che vedrete non sono solamente fotografie ma uno studio sociale, di mentalità e di costume. Ricordo ancora un corso di "Metodologia della ricerca storica" frequentato all'università nel quale l'unico testo che avevamo a disposizione per studiare la storia politica  e di costume era il Decamerone di Boccaccio. Ecco, io credo che tante fotografie di Doisneau possono essere considerate fonti storiche della società parigina della seconda metà del secolo scorso alla pari del Decamerone per la società fiorentina del tempo.

 © Robert Doisneau, Paris 1948
Robert Doisneau (1912-1994),20>
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