
la nostra famiglia non è messa proprio bene. Tranne forse il papàrospo che alla faccia di tutta la sua famiglia devota, anzi tutto il paese devoto in cui è nato già da piccolo si era rifiutato di credere a tutto quello che si avvicinasse al trascendentale. Forse era l'unico bambino a rifiutarsi di fare la cresima e riti simili in tutta la zona e parlo di zone in cui i bambini vengono indottrinati ancor prima di svezzarli e crescono sapendo che l'unica via da percorrere è quella dei genitori, dei nonni, dei bisnonni. Perciò lui è un convinto ateo, è a posto.
Anch'io sono stata indottrinata da quando sono nata ma essendo protestante si è trattato sempre di un indottrinamento più blando. Finchè mia mamma mi portava in chiesa ero tentata a credere a ciò che mi veniva raccontato, ero affascinata dalle storie della bibbia. Ma poi sono cresciuta, mi sono affacciata sul mondo con occhi diversi, ho visto delle guerre inutili in cui muoiono bambini innocenti. Ho visto delle guerre silenti in cui muoiono centinaia di bambini di fame, di sete, di banali malattie, di maltrattamenti, di ingiustizie. Vecchi, donne, uomini. Allora ho perso la fede. Un dio giusto non potrebbe mai permettere che succeda tutto ciò. Mi si è creato un vuoto. Da allora sono sempre segretamente e perennemente in ricerca di qualcosa che dia un senso alle cose e che vada oltre le teorie darwiniane.
Da quando i rospi sono cresciuti e hanno cominciato a ragionare mi vengono i sudori freddi quando toccano la questione dio, l'aldilà e cose simili. E siccome sono sempre stata affascinata dalle religioni dell'India e in particolare dall'idea della reincarnazione allora un giorno cominciai a racconare a loro su come dopo la morte fisica l'anima o lo spirito di una persona potrebbe rinascere in un altro corpo. Ma viste le loro reazioni ho subito fatto due passi indietro.
Un giorno trovo il rospo treenne pericolosamente in bilico sulla balaustra del balcone. Io quasi svengo dalla paura e mi riprometto di stargli alle calcagna e non mollarlo fino al compimento della maggiore età, ma lui mi sorride serafico:
'Tanto se muoio rinasco un'altra cosa.'
Un pò di giorni dopo ascolto una conversazione serale dei rospi:
Rospa: 'Ma se io un giorno muoio chissà cosa diventerò? Va bene tutto ma non voglio diventare un'aspiravolvere. No, un'aspirapolvere no!'
Rospo: 'Se io muoio io diventerò un cavallo nero potente.'
Rospa: 'Ma poi anche i cavalli muoiono. Allora forse meglio essere un'aspiravolvere.'
A questo punto papàrospo prende in mano le redini della situazione e dice loro la cruda verità, noi che siamo polvere e polvere torniamo, ecc. Faccio giusto in tempo a cambiare discorso quando arriva alla parte in cui i vermi fanno il loro lavoro, altrimenti non gli avrebbe risparmiato nemmeno i dettagli più scabrosi della decomposizione pur di evitare che il rospo si lanci dal balcone per vedere cosa rinasce.
Insomma, siamo messi male. Il peggio è, che i nostri figli, gli unici a non fare religione a scuola (in una scuola statale di un paese laico mi pare ovvio poter scegliere di non farlo), comunque tornano a casa che sanno tutto su Gesù, Maria e peccati mortali. Anzi l'altro giorno mio figlio ha dato una versione sua dell'aldilà (in realtà volevo raccontare solo questa cosa ma poi è venuta fuori tutta quella premessa interminabile):
'Mamma, sai cosa succede quando moriamo? Se abbiamo fatto i bravi, allora un angioletto ci porta a casa sua e stiamo lì. Se abbiamo fatto i cattivi l'angioletto non ci vuole, allora arriva un diavolo brutto, ci porta nella sua caverna, chiama i suoi amici e ci dà un sacco di botte.'
Allora io alzo le braccia. Che sia. Finchè è esortato a stare 'buono' facciamolo fare, intanto io continuo a temporeggiare sulla questione.