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mercoledì 4 settembre 2013

Un post-it per il topino dei denti

Sotto il cuscino della rospa, anni 10.

Caro topino,
Ti chiedo per favore di darmi più di un euro... È per una buona causa!

Se hai fame guarda nel frigo. Ciao!

(Siccome voleva devolvere dei soldi in beneficenza, ha fatto la sua mossa.) <3

mercoledì 6 febbraio 2013

Diario di bordo_ 5.febbraio.2013

Conversazioni improbabili andando a scuola.
- Dovremmo andare a pescare invece di andare a scuola. - dice la grande.
- Siii. Secondo me se un pesce salta addosso alla mamma, si mette a strillare. - dice il piccolo.
- Ma che dici? I pesci non ti saltano addosso. Poi io non ho paura dei pesci. - dico io.
- Si, ma se ti salta addosso? Immaginalo! In 3D! - replica.

Certe risate! Mi tocca immaginare pesci in 3D... :)))


giovedì 6 dicembre 2012

Dubbi esistenziali :)

Da noi, nella nostra tradizione familiare, i regali durante l'Avvento vengono portati dagli angioletti o da un non bene indentificato 'Angioletto'. Non c'è stato mai bisogno di spiegarlo molto finora. Anch'io ho solo dei vaghi ricordi d'infanzia e una credenza mistica un pò confusa (in continua ricerca della mia strada), quindi andava bene così: un'Avvento un pò mistico, un pò magico, ma di sicuro pieno di attesa, di eccitazione e di gioia. Ma. Quest'anno, dopo il tentativo di incastrare Babbo Natale con una telecamera nascosta dell'anno scorso, si sta tentando di approfondire anche l'argomento "angioletto" e tutto il pantheon natalizio con domande precise (indirizzate a egli/ella stesso/a):

(la grande, anni9):
CARO ANGIOLETTO/ETTA (SEI MASCHIO O FEMMINA?),
VOLEVO CHIEDERTI SE ESISTE GESU' OPPURE BABBO NATALE? SE LI CONOSCI ME LI DESCRIVI?
SE VUOI PORTARCI DEI DOLCI ATTENTO/A PERCHE' MIO FRATELLO E' ALLERGICO AL LATTOSIO!
ecc.

(il piccolo, anni 7):
ANGIOLETTO O ANGIOLETTA, SE VUOI POTRESTI PORTARMI DELLE CARTE YUGHIO O POKEMON (SE NON CHIEDO TROPPO).
RISPONDICI CON UN BIGLIETTINO!
ecc.


(i biglietti indirizzati all'angioletto/etta, scritti in gran segreto chiusi in bagno e lasciati nel sacchettino del calendario a mia insaputa :)

sabato 30 giugno 2012

Diario di bordo_Giorno #1

Ultimamente sono stata inattiva e invisibile in quest'altra dimensione (parallela eppure altrettanto reale) ma c'erano troppe varianti (tempo, spazio, impegni, connessione internet, entusiasmo) da far coincidere e quasi sempre almeno una di queste mancava. Ma ora, con l'avvento dello smartphone tuttofare (eh si, lo ammetto, alla fine ho ceduto alla tentazione anch'io), ho l'impressione di essere più connessa con il mondo e di poter riempire meglio quei piccoli spazi temporali che mi avanzano tra un impegno e un'altro. Ho pensato anche di constringermi a un maggior rigore e consapevolezza nel mio perenne tentativo di collezionare memorie e bellezza nel quotidiano.
Condurrò una specie di diario di bordo durante l'estate quando la routine cede il posto al nuovo, al diverso, alla scoperta. Tenetemi compagnia se vi va - a me farà piacere.
Il diario sarà quasi completamente visuale, composto da foto fatte con il cellulare (iPhone) - senza troppi fronzoli, nell'immediatezza del vissuto, catturando immagini emblematiche, da imprimere nella memoria, dettagli, istanti felici o semplicemente belli.

giovedì 1 dicembre 2011

Il mistero del Natale

Due rospi in combutta:

Mamma, secondo noi non esiste Babbo Natale. La notte di Natale dobbiamo dormire nel vostro letto per controllare che non siete voi a potrare i regali. Anzi, sarebbe meglio piazzare una telecamera. Ci servono prove...

domenica 20 settembre 2009

Una figlia saggia

'Adesso basta! Non voglio più sentire i vostri capricci! - sbotto.

'Mamma, tu nemmeno immagini com'è bello fare i capricci qualche volta. Secondo me, anche voi adulti li dovreste fare ogni tanto...' - risponde la rospa con calma.

Concordo. :)


Buona domenica e tanto sole a tutti!

lunedì 25 maggio 2009

Confusione linguistica - e un pò mentale...


Qualche giorno fa il rospo ritorna dalla gita alla fattoria ed elenca gli animali che avevano visto:
'Allora ho visto i cavalli, cani due, un gatto che andava a passeggio, le galline, le pecore e i pecoroni, i porci e le porcellane...'


Ieri siamo stati in una gita collettiva della scuola dell'infanzia dei rospi (una centinaia di bambini tra i 3 e 6 anni con annessi genitori, fratelli minori/maggiori, nonni, ecc. - un'incubo, non me ne parlate!) al Bioparco di Roma. Al ritorno sul pulmann il rospo cerca di far colpo su una deliziosa quatrenne:
'Quando divento grande e avrò muscoli così grossi mi farò tre tatuaggi: ci disegnerò un leone, un serpente e un pollo.'
Con quel pollo finale, il massimo della forza e della virilità maschile, credo proprio che abbia fatto conquiste.

Ad un certo punto, sempre al Bioparco (che è un eufemismo per dire animali in gabbia) il rospo vede 'la leonessa e il leonessino...'

:)

sabato 4 aprile 2009

Abbiamo ceduto al fascino dei videogiochi...

O meglio, "vigliogioco". Noi siamo gente poco alla moda, manco sappiamo cos'è. Ma mentre fissavo interdetta il rospo appena quattrenne che ingegnosamente si costruisce (o nel nostro gergo famigliare si autoproduce) un videogioco (ma dove mai ne avrà visto uno?), lui pazientemente mi spiega il funzionamento. Visto che la mamma è così all'antica e così poco IN:


'Allora questo vigliogioco funziona così: se spingi il bottone 5 escono tutti cavalli potenti, anzi un cavallo potente che ha quattro zampe avanti, è il cavallo potente della luce, del sole e dell'acqua. Allora se esce la "Z" di Zorro* si vince. Se esce il quadrato si perde. Capito?'

* ora capite quanto siamo fuori dal mondo noi? :)


Si, è un "vigliogioco" bellissimo, dove la rospa ha aiutato l'ingegnere informatico costruendogli un laptop su misura con tanto di eticchetta da poter giocarci anche in giardino.

La durata della batteria è infinita. Un'utopia, vero? :)

venerdì 27 marzo 2009

In quanto alla spiritualità...


la nostra famiglia non è messa proprio bene. Tranne forse il papàrospo che alla faccia di tutta la sua famiglia devota, anzi tutto il paese devoto in cui è nato già da piccolo si era rifiutato di credere a tutto quello che si avvicinasse al trascendentale. Forse era l'unico bambino a rifiutarsi di fare la cresima e riti simili in tutta la zona e parlo di zone in cui i bambini vengono indottrinati ancor prima di svezzarli e crescono sapendo che l'unica via da percorrere è quella dei genitori, dei nonni, dei bisnonni. Perciò lui è un convinto ateo, è a posto.
Anch'io sono stata indottrinata da quando sono nata ma essendo protestante si è trattato sempre di un indottrinamento più blando. Finchè mia mamma mi portava in chiesa ero tentata a credere a ciò che mi veniva raccontato, ero affascinata dalle storie della bibbia. Ma poi sono cresciuta, mi sono affacciata sul mondo con occhi diversi, ho visto delle guerre inutili in cui muoiono bambini innocenti. Ho visto delle guerre silenti in cui muoiono centinaia di bambini di fame, di sete, di banali malattie, di maltrattamenti, di ingiustizie. Vecchi, donne, uomini. Allora ho perso la fede. Un dio giusto non potrebbe mai permettere che succeda tutto ciò. Mi si è creato un vuoto. Da allora sono sempre segretamente e perennemente in ricerca di qualcosa che dia un senso alle cose e che vada oltre le teorie darwiniane.
Da quando i rospi sono cresciuti e hanno cominciato a ragionare mi vengono i sudori freddi quando toccano la questione dio, l'aldilà e cose simili. E siccome sono sempre stata affascinata dalle religioni dell'India e in particolare dall'idea della reincarnazione allora un giorno cominciai a racconare a loro su come dopo la morte fisica l'anima o lo spirito di una persona potrebbe rinascere in un altro corpo. Ma viste le loro reazioni ho subito fatto due passi indietro.
Un giorno trovo il rospo treenne pericolosamente in bilico sulla balaustra del balcone. Io quasi svengo dalla paura e mi riprometto di stargli alle calcagna e non mollarlo fino al compimento della maggiore età, ma lui mi sorride serafico:
'Tanto se muoio rinasco un'altra cosa.'

Un pò di giorni dopo ascolto una conversazione serale dei rospi:
Rospa: 'Ma se io un giorno muoio chissà cosa diventerò? Va bene tutto ma non voglio diventare un'aspiravolvere. No, un'aspirapolvere no!'
Rospo: 'Se io muoio io diventerò un cavallo nero potente.'
Rospa: 'Ma poi anche i cavalli muoiono. Allora forse meglio essere un'aspiravolvere.'

A questo punto papàrospo prende in mano le redini della situazione e dice loro la cruda verità, noi che siamo polvere e polvere torniamo, ecc. Faccio giusto in tempo a cambiare discorso quando arriva alla parte in cui i vermi fanno il loro lavoro, altrimenti non gli avrebbe risparmiato nemmeno i dettagli più scabrosi della decomposizione pur di evitare che il rospo si lanci dal balcone per vedere cosa rinasce.
Insomma, siamo messi male. Il peggio è, che i nostri figli, gli unici a non fare religione a scuola (in una scuola statale di un paese laico mi pare ovvio poter scegliere di non farlo), comunque tornano a casa che sanno tutto su Gesù, Maria e peccati mortali. Anzi l'altro giorno mio figlio ha dato una versione sua dell'aldilà (in realtà volevo raccontare solo questa cosa ma poi è venuta fuori tutta quella premessa interminabile):

'Mamma, sai cosa succede quando moriamo? Se abbiamo fatto i bravi, allora un angioletto ci porta a casa sua e stiamo lì. Se abbiamo fatto i cattivi l'angioletto non ci vuole, allora arriva un diavolo brutto, ci porta nella sua caverna, chiama i suoi amici e ci dà un sacco di botte.'

Allora io alzo le braccia. Che sia. Finchè è esortato a stare 'buono' facciamolo fare, intanto io continuo a temporeggiare sulla questione.

sabato 7 marzo 2009

Disperazione

Il rospo piccolo è proprio sconsolato:

- Io da grande voglio fare il cavalliere. Ma, mamma, come faccio ad avere un cavallo?!

(rospo piccolo, 4 anni 2 mesi)

---

Errata corrige. Ho letto al rospo quello che ha detto lui stesso, ma pare che nel frattempo abbia cambiato piani a riguardo:

- No, non un cavallo! Io ho fatto un'altra idea. Io voglio avere un drago! Un drago che sputa il fuoco, un drago potentissimo.

Bene, cercheremo di accontentarlo. :)

martedì 3 marzo 2009

Generosità

Premessa:

La figlia rospa studia pianoforte. Il suo maestro è un'amico di famiglia, ex compagno di sbornie (detto con una punta di esagerazione e a bassa voce: siamo persone per bene noi!) ed ex compagno di vari viaggi in giro per il continente (detto con una certa nostalgia). Ma ora è un insegnante come si deve: serio ed intransigente.
La rospa si esercita molto strimpellando a tutte le ore, s'inventa ritmi e motivi tutti suoi, fa delle "improvvisate" pazze in uno stile tutto suo a metà strada tra Bach e Musorgskij o si limita a riprodurre canzoncine semplici.




Quando va a lezione la prima cosa che fa è quella di fare sfoggio delle canzoni che ha appena imparato a suonare da sola. La settimana scorsa si mise a strimpellare con una certa serietà la sigla di Pippi Calzelunghe.

Rospa: Senti cosa so fare! Tu la sai suonare questa?
Maestro-ex-compagno-di-sbornie-e-di-viaggi: No. (con un'ironia quasi impercettibile)
Rospa: Allora, vieni, che te la insegno io.

Io ci ho sorriso per una settimana intera, anzi ogni volta che ci ripenso continuo a sghignazzare e nello stesso tempo a sentirmi orgogliosa della mia figlioletta così ingenua e così generosa. :)

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